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27/03/09

Commenti

Bene...
Appena l'autostrada Go-Lj sarà terminata andremo a Lubiana percorrendo la vecchia statale che sarà libera dal traffico e gratuita.

mica scherzando sti sloveni... 95 me pare una botta!!!

Insomma......andare da villesse a mestre e ritorno costa 16,00 euro.
Andare da villesse a pramollo e ritorno costa 13.00 euro
Andare da Villese a Milano e ritorno ti costa circa 50 euro.
Andare da villesse a roma e ritorno ti vanno circa 80 euro.
A roma ci vado circa 4 volte l'anno in auto.....
a pramollo o a tarvisio, estate ed inverno ci vado una domenica si e l'altra no.
E allora?

Arad quando vado in Austria mi costa per 10 giorni meno di 8 euro. 7 giorni 15 euro mi sembra un furto. Concordo cmq con te, il prezzo delle autostrade in Italia non è un furto... è una rapina.

Perciò uno da Monaco a Pola a/r spende 23 euro, da Milano 75. Bel colpo.. poi si parla di commercio e prezzi al dettaglio.

Non so. Ma il dispetto lo hanno fatto alla Croazia. Potrebbe scoraggiare i vacanzieri che vogliono stare più di una settimana.

che sia una tassa contro la croazia è palese...
probabilmente gli seccava stare a guardare sti italiani ed austriaci che passavano la slovenia per recarsi in croazia

Per andare in Croazia io non percorro autostrade slovene pur attraversando il territorio sloveno. E son secoli che faccio sempre la stessa strada.

Per andare a Fiume non si paga vignetta, per andare a Pola o Portorose si paga solo per un brevissimo tratto da Rabuiese al bivio dell'autostrada per Lubiana accanto ad Ancarano, ma si puo evitare questo pagamento andando per Albaro Vescovà paese o per altri valici.
Resta il fatto che per un paese piccolo come la Slovenia il prezzo è alto e la eventuale multa esagerata.

grazie Tajani, desso va far danni altrove...

Ma come una tassa contro la Croazia, fate i conti.. bene.
Il vacanziere, prima, pagava 35 euro (6 mesi) per stare 7, 15, o più giorni. Ora se sta due settimane ne paga 30, 5 euro in MENO.
Invece, visto che hanno tolto i 6 mesi, chi ne fa le spese sono quelli che fanno il conto annuo, passando dai 55 ai 95 euro. Principalmente gli sloveni che usano le autostrade per lavoro.

Ma è mai possibile che nell'immaginario di molti, questi sloveni ce l'abbiano sempre con qualcun'altro? Si, è possibile :-(

fino a due anni fa la vignette non c'era percio' è palese che gli sloveni un motivo per farla l'avranno avuto,fra i tanti c'era la recente rivalita' con la croazia.

A' ste'.. fino a due anni fa in Slovenia non c'erano le autostrade! E allora noi che abbiamo i caselli con i prezzi al triplo, con chi ce l'abbiamo?
La verità è che i TRIESTINI sono arrabbiati a morte, perchè erano abituati ad andare ogni fine settimana al mare "di la'", pagando "una scinca e un boton".. C'è gente che ha la rulotte fissa in quei campeggi, e ci andava come fosse casa propria. Solo che portava anche i fiammiferi da casa. "Altro che bale.." come dicono loro.
Ma è ovvio che sia per gli sloveni che per i croati, quello è tutto meno che turismo.
Il Piccolo da' voce a questa lamentela.

Avevo visto la mappa delle strade slovene soggette a pagamento della vignetta, dalla quale risultava esente tutto il tratto di autostrada che costeggia Capodistria Isola e Portorose.

In base a questa constatazione, avevo scritto in data 27/03 il messaggio che si può leggere sopra.

Sembra però che non sia così:
http://www.ilgiornaledelfriuli.net/2009/05/13/automobilista-fai-da-te-no-vignetta-ahi-ahi-ahi-%E2%80%A6-ecco-come-fare-%E2%80%93-di-marco-torbianelli/

E' forse cambiata la mappa delle strade soggette alla tassa?

Non penso che la vignetta sia stata messa per fare dispetto ai croati. La Slovenia, come l'Austria e la Svizzera ha scelto di far pagare i pedaggi con questo sistema, anzichè mediante i caselli.

Vado tutti gli anni a Pola da Torino. Le vignette sono una vessazione per chi attraversa la sola zona costiera della slovenia verso l'istria. La cancellazione dell'abbonamento semestrale (sostituito dal mensile che però costa quasi uguale) ha il sapore amaro di una presa in giro. Spero che tajani continui con le infrazioni e non dia più un euro alla slovenia che tanto le autostrade se le paga lo stesso coi soldi rapinati ai turisti in transito. Infine, trovo che sia difficilissimo togliere il vecchio adesivo scaduto dal parabrezza. Ho dovuto usare la trielina e scioglierlo letteralmente perchè tenacissimo. Inoltre avendo comprato un semestrale(uno degli ultimi)dovrò girare a torino con l'adesivo sul vetro che si somma a tutti gli altri. Vorrei che lo cambiassero con uno che si tiene in macchina(magari con la targa del veicolo)ma senza appiccicarlo sul parabrezza.

Se fai il valico di san Bartolomeo/Lazzaretto, cioè quello che si fa passando per Muggia e Ancarano, costeggiando il mare, non ti occorre pagare nulla.

Stessa cosa se dal valico di Rabuiese prendi la strada per il paese di Albaro Vescovà/Skofije anzichè l'autostrada. Guarda magari su Google Earth.

Certo che la Slovenia potrebbe scomodarsi a diffondere in rete una mappa dettagliata delle strade soggette a questa tassa. Chi vende i bollini ne ha una a disposizione però non molto chiara.

Per curiosità, quanto paghi da Torino a Trieste?

scusa abc,
la slovenija ha uno sputac di strada!

doveva inventarsi qualcosa per pretendere un po' di soldini che comunque già prima della comparsa dell'europa gli italiani gli avevano dato per le costruzioni autostradali... poi a completare i finanziamenti in conto capitale è arrivata la grande Europa...
e adesso paghemo anche sto sputac!

@gio

Le autostrade si pagano anche in Italia. Ma puoi pure utilizzare le altre strade che negli ultimi tempi sono notevolmente migliorate rispetto al passato (vedi per esempio quella per Lubiana).

@Paolo

Mi dimenticavo di aggiungere che dopo Ankaran o Skofije devi prendere la strada per Bertoki e poi, alla periferia di Koper,
girare verso sud in direzione del valico di Dragonija. Insomma basta che eviti di prendere l'autostrada che va verso Portorose.

@autos

Da torino a trieste il costo è di circa 29 euro per 600 km. il tratto sloveno è di non più di 25 km. Ho chiesto al tabaccaio sul confine che me lo ha venduto come fare per non pagarlo ma ha fatto finta di non capire l'italiano. Ho ripetuto la domanda al poliziotto sul confine con la croazia e per risposta ho ricevuto il solo eloquente gesto delle spallucce. La slovenia non ha alcun interesse a spiegare ai turisti come fare ad aggirare le autostrade. la slovenia finanzia le sue autostrade con le vignette.

Dunque in una settimana paghi 15 euro alla Slovenia (e se vuoi te la puoi girare tutta) e 58 alle proprietà private italiane. Mentre un residente in Slovenia paga 95 euro l'anno.

(...) la slovenia finanzia le sue autostrade con le vignette.(...)

Almeno non fa quello che sta facendo Tremonti con tutti noi italiani!

Tremonti che ha persino detto: "testa di c****" a un giornalista straniero che lo aveva scambiato per un esperto in paradisi fiscali.

L'economia italiana sta andando dove va di solito Papi e lui non sa più come uscirne.

L'ispirazione gli è venuta da Bottino Craxi, il Grande Indebitatore dello Stato.

Tremonti sta indebitando gli italiani a colpi di 18 miliardi di euro al mese da inizio 2009.

Da gennaio a maggio il debito pubblico è cresciuto di 89 miliardi di euro, un valore pari a tre finanziarie.

E' come se pagassimo le tasse due volte.
Una volta con il 740, l'altra con Tremonti.

Corre, corre la locomotiva, 1752 miliardi di debito, con Tremonti macchinista sembra quasi una cosa viva...

...per andare a Villach, conviene andare via Slovenja?

A chi deve andare in Croazia e non vuole spendere soldi in vignette (legittimo), consiglio di leggere queste interessanti indicazioni: www.croaziainfo.it/Strade.html
(sezione Vignetta autostradale in Slovenia).

@ autos

non discuto la legittimità delle vignette. ogni stato sovrano ha diritto di imporre la tariffazione secondo le modalità che ritiene opportune. quello che contesto è che nel sistema sloveno non c'è proporzionalità tra il costo e il servizio fornito. è ovvio che l'abbonamento annuale è conveniente per chi utilizza spesso l'autostrada (per la maggior parte ritengo gli sloveni) e magari ci fosse anche in italia. invece per chi, come me, deve farsi solo 25 km (di cui, tra l'altro, solo alcuni sono di autostrada) per andare in croazia è proprio una rapina. Se la slovenia volesse potrebbe rendere gratuiti quei pochi chilometri di puro transito ma è ovvio che non le conviene e si guarderà bene dal farlo. anche in italia ci sono autostrade gratuite, se non sbaglio la salerno-reggio calabria non si paga.
concludo dicendo che gli stati europei, pur rimanendo sovrani, hanno volontariamente delegato una parte della propria sovranità nazionale a favore di un superiore bene comune. chi appartiene all'unione europea ha la responsabilità di confrontarsi con le necessità degli altri paesi membri. la slovenia dimostra al contrario di voler privilegiare il proprio interesse nazionale a discapito della libera circolazione dei cittadini europei. P.S. sembra ormai irreversibile anche il processo di inserimento della croazia nell'unione europea. anche loro sono danneggiati dalle vignette slovene.

@ santacruz

condivido il tuo sfogo ma sei andato fuori tema. vorrei parlare solo delle vignette.

Ho trovato questo ineressante articolo.

http://www.informatrieste.eu/blog/blog.php?id=3140

Seguendo la vicenda delle vignette autostradali slovene fin dall'inizio sono sempre più convinto che l'unica soluzione sia quella che l’unione europea pretenda apertamente dalla Slovenia il libero transito nelle zone transfrontaliere (tra l'altro si tratta veramente di pochissimi chilometri). Le critiche sui costi o sulla durata degli abbonamenti sono fuorvianti e offrono alla Slovenia l’occasione di argomentare le proprie tesi senza affrontare il nocciolo della questione. Le tesi della Slovenia sono che in qualità di stato sovrano ha diritto di imporre il sistema e le tariffe che ritiene più opportune; inoltre si fa forte del fatto che altri paesi, anche europei, hanno imposto un sistema simile al loro. Tutto sommato hanno ragione. Ma il nocciolo della questione è che le strade transfrontaliere sono troppo importanti e delicate per essere considerate come esclusivamente nazionali. La storia delle terre di confine è densa di interconnessioni culturali e sociali. Le strade transfrontaliere devono essere considerate europee in quanto uniche vie di transito dal confine tra i vari stati e il loro pedaggio limita la libera circolazione delle persone sancita dai trattati europei. Pensate agli esuli istriani e dalmati che per conservare i rapporti con la terra natia (oggi in Croazia) devono per forza transitare dalla Slovenia e subire l'iniquo balzello. Anche trattati internazionali di storica memoria come Osimo, sebbene mai applicati completamente ma tuttora in vigore, sanciscono il concetto del libero transito. Negli accordi italo-jugoslavi, per quanto riguarda l’area dell’ex Territorio Libero di Trieste (TLT), era stato stabilito il divieto di pedaggio stradale anche per le merci dirette e provenienti dal porto di Trieste; infatti sia sul tratto della superstrada triestina, sia sul tratto autostradale dal Lisert a Trieste, come pure sulla cosiddetta Ipsilon istriana (ora in territorio croato), i caselli sono situati al di fuori del territorio del TLT, consentendo a tutti di circolare liberamente sulle relative arterie. Pertanto l’unione europea ha il dovere morale oltre che il sacrosanto diritto di pretendere dalla Slovenia che sia tassativamente escluso dal pagamento il tratto costiero tra Rabuiese e Capodistria e tra Isola e Belvedere in quanto previsto, in questo specifico caso, da due allegati del Trattato di Pace, da accordi italo-jugoslavi e mai decaduti anche con l’entrata della Slovenia nell’area Schengen, ed in particolare dall’Accordo di Udine del 15 maggio 1982, che interessa l’intera area dell’ex zona B. Purtroppo è necessario intervenire su quella che sembra una questione interna alla Slovenia ma così non è. Bene ha fatto Tajani a tagliare i finanziamenti europei alla Slovenia e aggiungo che dovrebbe ridarglieli solo alla condizione che la tangenziale di Capodistria fino a Skofjie sia resa gratuita come peraltro previsto dagli accordi succitati che la Slovenia ha ereditato dalla Jugoslavia. Solo così infatti si eviterebbe di penalizzare coloro che sono solo in transito verso la Croazia (provenendo dall’Italia) e non intendono visitare la Slovenia.

Si certo. Ed allora anche tutti gli immigrati italiani in Belgio o Germania, o i turchi, dovrebbero avere il transito gratuito fino alla terra natia...
E perchè no, anche se voglio andare in Inghilterra, visto che non voglio visitare la Francia ma solo transitare, allora dovrebbero farmi passare gratis.
Nessun accordo ha mai citato la gratuità di servizi nazionali per chicchesia. Il concetto di libero transito è tutt'altra cosa rispetto al pagamento o meno di un servizio! Le bretelle fuori dai caselli autostradali in Italia, dove per di più le autostrade son private, sembrano libere, mentre invece il costo chilometrico è caricato sulla tratta a pagamento precedente. Ed infine, uno che transita e basta, inquina gratuitamente e non consuma nemmeno un panino perchè se lo è portato da casa. Almeno questo disagio, lo vuoi pagare o no?

Certo @autos..
potrebbero fare transito libero con consumazione obbligatoria, come si usa da noi.. hehe.. e poi sparare un conto da 800 o 1000 euro come facciamo noi con i turisti giapponesi :-)

@Paolo

complimenti per l'elucubrazione.
Solo che non te l'ha mica ordinato il dottore di andare per l'autostrada.. il libero transito, anche ammettendo che sia quella cosa di cui parli tu - ma ha ragione da vendere @autos, che è un'altra roba - sarebbe in discussione se non ci fosse alcuna alternativa all'autostrada a pagamento. Siccome il percorso alternativo c'è, tutto il castello cade. L'unica verità che rimane, è il visibile sforzo per argomentare il fatto che tu vuoi usare un servizio comodo, ma non pagarlo :-)

@ Lauro

Non ho dovuto elucubrare molto. ho solo riportato quello che ho letto sui vari forum e in alcuni articoli pubblicati sui giornali. Sul fatto che non vorrei pagare non c'è il benchè minimo dubbio. Ne ho ivece moltissimi sul concetto di "servizio comodo". Se la Slovenia costruisce una autostrada a tre corsie per senso di marcia che mi porta senza discontinuità dal confine italiano a quello croato giuro che pago senza fiatare e mi fermo anche per comprare un panino.

@ autos

Non credo che tu abbia capito bene quello che ho scritto. per questo intendo precisarti meglio il mio pensiero. quando parlo di strade transfrontaliere (come indica eloquentemente la parola stessa) non intendo quelle di tutto il territorio nazionale ma solo quelle comprese in una fascia che si può ragionevolmente ipotizzare compresa in 30 chilometri dai confini. Il limite non me lo sono inventato io ma l'ho letto su un sito che riporta una dichiarazione dell'associazione degli istriani: http://www.rinascitabalcanica.com/?read=14195 . Sempre il presidente dell'unione degli istriani Massimiliano Lacota ha dichiarato che i trattati internazionali vincolano la Slovenia al rispetto del transito gratuito sul tratti da Rabuiese e Capodistria e tra Isola e Belvedere. Io non sono un esperto di storia o di trattati internazionali ma se un presidente di una associazione importante, ben radicata e che ha rapporti diretti con politici italiani ed europei fa delle dichiarazioni pubbliche penso che prima si sia ben documentato per non correre il rischio di essere sbugiardato in pubblico. Quindi quando affermi che "Nessun accordo ha mai citato la gratuità di servizi nazionali per chicchesia." penso che ti sbagli. A riguardo del fatto che la gratuità delle strade (e autostrade) transfrontaliere venga caricato sulla tratta a pagamento precedente ti rispondo che è legittimo. In fondo bisogna pagare chi ci lavora e le mantiene fruibili. Concludo dicendo che se l'Italia e la Croazia rispettano i trattati non vedo proprio perchè la Slovenia non dovrebbe adeguarsi.

@ Lauro

In merito alla tua affermazione che non me l'ha ordinato il medico di fare le autostrade slovene ti riporto parte di un articolo trovato sul sito della associazione nazionale della venezia giulia e dalmazia: http://www.anvgd.it/index.php?option=com_content&task=view&id=17&Itemid=63 :“ bollini autostradali sloveni, oltre a provocare lo scontro tra Lubiana e Bruxelles, hanno fatto sì che tantissimi viaggiatori stranieri, pur di non spendere per la «vignetta» - obbligatoria per le autostrade ma anche per le strade a scorrimento veloce della Slovenia – abbiano scelto di percorrere le strade secondarie, specie nelle gite della domenica. Questo ha di fatto peggiorato anche il quadro della sicurezza sulle strade statali, tanto che a Capodistria, il partito Zares, e prima ancora il deputato della minoranza italiana al Parlamento sloveno Roberto Battelli, hanno chiesto l'abolizione dell'obbligo del bollino sul tratto da Rabuiese a Capodistria”. Credo che i residenti dei paesi attraversati dal percorso per evitare le autostrade slovene non saranno contenti di essere invasi da un ininterrotto serpentone di auto straniere in transito. Non saranno contenti neanche gli automobilisti che, magari con bambini a bordo, non saranno minimamente propensi a fermarsi per mangiare un panino. Viste le facilmente prevedibili code è legittimo che avranno fretta di arrivare a destinazione, in Croazia.
P.S. vorrei informare chi fosse interessato che su ebay vendono una guida per evitare il pagamento delle vignette. http://cgi.ebay.it/ws/eBayISAPI.dll?ViewItem&item=320392510793

Molto utile il penultimo link. Se si percorrono le strade indicate in quelle mappe, dove sta il problema?

Magari abolissero i caselli pure in Italia.

E perchè non mettiamo un cospicuo balzello sulla tratta da Villesse fino agli attraversamenti confinari di Sant'Andrea, Casa Rossa, e quel che volete voi, con lo scopo specifico di incassare da chi attraversa il territorio e la città con il solo scopo di andarsene ai casinò di Nuova Gorizia?

@paolo

L'ho detto e lo ripeto: "Nessun accordo ha mai citato la gratuità di servizi nazionali per chicchesia." Tantomeno quello di Osimo.
Se questo Massimiliano Lacota, che avrebbe dichiarato che "i trattati internazionali vincolano la Slovenia al rispetto del transito gratuito" dicesse anche di quali trattati parla, sarebbe meglio. Perchè ricordo solo che quando Osimo è stato firmato le autostrade in Yugoslavia, nelle zone indicate, non esistevano proprio e sarebbe perlomeno curioso che un trattato internazionale specifichi questioni sul nulla. Ciò vale ancor di più per i cosiddetti Accordi di Udine (quelli che hanno stabilito il lasciapassare e l'estensione della fascia confinaria) che sono stati sottoscritti decine di anni prima.
Perciò sono solo arrampicate sugli specchi o meglio, forme di pressione per ottenere privilegi accampando diritti inesistenti. E quelle associazioni sono bravissime a farlo, ci campano su 'sta roba.

@ autos

Ripeto che non sono un esperto di trattati internazionali e di storia ma vorrei che tu commentassi l'articolo pubblicato su Il Piccolo proprio il giorno 5/08/08. Sembra fatto apposta per sostenere la mia tesi.

http://ilpiccolo.gelocal.it/dettaglio/la-provincia-all-assalto-della-vignetta/1689255?ref=search

La Provincia all’assalto della ”vignetta”
La Provincia chiede a Lubiana un tratto autostradale gratuito appellandosi al Trattato.

Di Matteo Unterweger.

La Provincia di Trieste va all’attacco della «vignetta» slovena. Sì proprio di quel bollino senza il quale non è più consentito, da oltre un anno ormai, transitare su autostrade e strade a scorrimento veloce nella vicina Repubblica. Un provvedimento che, per le sue modalità di applicazione (durate e prezzi), tante polemiche ha sollevato nei mesi scorsi, costringendo direttamente l’ Unione europea a intervenire da Bruxelles.

LA LETTERA Se gli automobilisti sloveni, una volta entrati in territorio triestino hanno la possibilità di guidare fino al Lisert senza sborsare un centesimo sfruttando la Gvt per arrivarci rapidamente, lo stesso non avviene per i triestini stessi una volta varcate - in direzione opposta - alcune delle ex zone confinarie. Quelle che, per l’appunto, li proiettano direttamente su carreggiate a scorrimento veloce, come accade per esempio a Rabuiese (ma non, fra le altre, nelle aree di Basovizza e del Lazzaretto). Partendo da questo presupposto e con l’intento di riequilibrare la situazione, è partita da palazzo Galatti una lettera firmata dalla presidente Maria Teresa Bassa Poropat. Una missiva indirizzata direttamente al ministero dei trasporti di Lubiana, con la quale si chiede testualmente «di voler esaminare la possibilità di rendere analogamente gratuito il transito dei cittadini della Provincia di Trieste in una fascia, da concordare, di chilometraggio paritario a quello oggi liberalizzato sul territorio di questa amministrazione». Per conoscenza, copia della lettera è stata inoltrata anche al ministero degli Esteri italiano, Franco Frattini, e al presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo. Una maniera indiretta per provare ad ottenere, in qualche modo, il loro sostegno in questa iniziativa.

IL TRATTATO Chiarendo di non voler «intervenire né sui contenuti, né sul metodo, né sulla quantificazione» relativi al sistema di pedaggio stabilito dalla Slovenia, perché non di sua competenza, la Provincia mira invece ad assicurare una condizione di parità fra buoni vicini. Nel rispetto del «principio di reciprocità» come sottolineato nello scritto di Bassa Poropat, che per dare corpo alle proprie istanze si riaggancia volutamente al trattato di Osimo, firmato da Italia e Repubblica socialista federativa di Jugoslavia (da cui la Slovenia si è staccata, diventando indipendente, nel 1991) il 10 novembre 1975 e con cui venne sancita in primis la cessione da parte italiana della Zona B dell’ex Territorio libero di Trieste. Nello specifico, la Provincia richiama il decreto attuativo di quegli accordi, firmato dal Presidente della Repubblica, il numero 100 del 6 marzo del 1978 (il Capo dello Stato era Giovanni Leone), e lo fa in riferimento all’apertura della Grande viabilità triestina, di trent’anni più giovane. La Gvt, scrive la numero uno dell’ente provinciale, è una «struttura viabilistica di caratteristiche tecniche autostradali» per la quale quel decreto «prevede (ma si riferisce solo alla rete italiana, ndr) l’obbligo del non pedaggiamento». Cosa che determina come sia usufruibile «un’arteria di importante collegamento per i cittadini sloveni in forma del tutto gratuita» nella zona di Trieste.

LA RICHIESTA In virtù di queste considerazioni, la Provincia attende ora un riscontro da Lubiana o, per approfondire la questione, la convocazione di un apposito incontro tecnico bilaterale sul tema. E proprio quelle parole sulla Gvt riportate nella lettera potrebbero rappresentare un importante esempio, unite all’auspicata (dall’ente provinciale) reciprocità nell’applicazione delle norme sopra citate. A proposito di Grande viabilità triestina, va anche detto che, a cantiere in corso e durante l’amministrazione Illy in Regione, era stata ipotizzata proprio dai vertici regionali l’applicazione di un sistema di pedaggio stradale al nuovo collegamento. Un’ipotesi poi tramontata una volta effettuati i dovuti accertamenti normativi, che avevano rivelato l’esistenza di quel passaggio del Dpr numero 100 del 6 marzo del 1978 dove la «realizzazione dei collegamenti autostradali», da parte dell’allora «Azienda nazionale autonoma delle strade», è indissolubilmente legata alla modalità «senza pedaggio».

Paolo, commento volentieri.

La norma a cui si riferisce l'articolo e che viene ripresa dalla Provincia di Trieste, è la seguente (è tutta in maiuscolo perchè così è il testo del decreto)

http://www.italgiure.giustizia.it/nir/1978/lexs_77067.html

Art.3 - Quarto comma -
"L'AZIENDA NAZIONALE AUTONOMA DELLE STRADE PROVVEDERÀ INOLTRE,ANCHE A MEZZO DI ENTI LOCALI O LORO CONSORZI, OPPURE DI SOCIETÀ O CONSORZI A PREVALENTE CAPITALE PUBBLICO,TRAMITE STIPULAZIONE DI APPOSITA CONVENZIONE,ALLA REALIZZAZIONE DEI COLLEGAMENTI AUTOSTRADALI,SENZA PEDAGGIO,FRA L'AUTOSTRADA VENEZIA- TRIESTE-GORIZIA-TARVISIO ED I VALICHI CONFINARI DI FERNETTI (TRIESTE),DI PESE (TRIESTE) E DI RABUIESE (TRIESTE) AL CUI SCOPO VIENE DESTINATO UN CONTRIBUTO COMPLESSIVO DI LIRE 87.500 MILIONI."

Nel resto del testo non c'è alcun riferimento a pari obblighi Yugoslavi. Nel senso che la "reciprocità" invocata oggi sul punto in questione, era già stata valutata e "compresa" in altre parti di quegli accordi di "scambio". Io do una cosa a te, tu dai una cosa a me, ma non è detto che sia la stessa. Se troviamo un accordo, non puoi dopo anni venirmi a dire che vuoi reciprocità su di un singolo punto isolato dal contesto, perchè magari nell'accordo è già stato scambiato con qualcosa di diverso. E' chiaro il concetto? Un accordo ha un suo equilibrio, e se ne metti in discussione un pezzetto, allora l'equilibrio trovato all'epoca si spezza e si ridiscute tutto. Per questo è sbagliato. Ma si sà, la politica è quella cosa per cui tutto è sempre ridiscutibile.. soprattutto per politici "levantini".
E' chiaro che tutto si può ridiscutere alla luce di nuove esigenze, però un conto è riaprire un confronto a partire da un accordo, un'altro è voler modificare l'esistente accampando ragioni rivendicative. La seconda mi pare sbagliata, semplicemente perchè l'interlocutore ti manda a quel paese. E a ragione..
Per trovare una soluzione dunque, bisogna sapere che nel piatto ci dobbiamo mettere qualcos'altro.

Il problema, secondo me, è solo politico tra Slovenia e Croazia. La Slovenia ha posto il veto per l'entrata della Croazia nella UE perchè quest'ultima non vuole concedere un "corridoio" sul mare Adriatico alla Slovenia e per cui gli sloveni si sono....risentiti e cosi hanno messo la vignetta per disturbare tutti turisti che transitano per andare in Croazia a trascorrere le vacanze. Penso che rischiare dei passaggi...."segreti" possa comportare il risparmio di 15 - 30 euro e la spesa di 150 euro per la multa...

Ti ringrazio per la risposta. Sei un interlocutore prezioso. Ovviamente io sostengo una posizione opposta rispetto alla tua ma fin'ora sei l'unico che sostiene la sua posizione con argomenti documentati e ben esposti. E' ovvio che in un decreto del presidente della repubblica italiana non sia compreso alcun riferimento a pari obblighi jugoslavi. Pensavo che ad un accordo internazionale dovesse seguire la ratifica (ossia la traduzione in norme nazionali degli accordi internazionali). L'Italia l'ha fatto come testimonia il testo da te commentato. Non so se la Jugoslavia l'ha fatto, ma se così fosse la Slovenia avrebbe l'obbligo di rispettare quelle norme. Se non l'avesse fatto vorrei sapere quale concessione degli accordi bilaterali ha sostituito (io do una cosa a te tu dai una cosa a me) l'omologo provvedimento. Una considerazione sul termine "levantino" che confesso sentire per la prima volta da te. Ho dovuto documentarmi su wikipedia. Di questo ti ringrazio perchè mi hai arricchito. Ho una certa ritrosia personale e culturale a considerare con accezione negativa una categoria di persone in base alla propria discendenza etnica o religiosa. Vorrei aggiungere un significato ad una parola che già esiste nella lingua italiana e che penso mi caratterizzi. Potrei definirmi come un "ponentino" (non il vento) ma figlio di esuli istriani nato a Torino ed estraneo per lontananza (ma non per affetto) alle vicende istriane. Con l'occhio di chi vive lontano credo che sia giunto il tempo di superare l'astio e l'odio che le varie etnie transfrontaliere istriane si sono sempre manifestate. Penso che la Slovenia abbia già ottenuto molto dalle vicende internazionali (ricconoscimento internazionale come stato sovrano; sbocco sul mare; ingresso in Europa)e che voglia qualcos'altro da mettere sul piatto francamente lo ritengo egoistico e bulimico.

@Paolo
E' evidente che anche la Yugoslavia ha ratificato il trattato, ed è chiaro che la Slovenia lo ha ereditato.
Purtroppo i primi a non rispettarne integralmente i contenuti siamo stati noi. Una parte non poco importante, prevedeva per esempio una zona industriale mista italo-yugoslava in regime zona franca sul territorio carsico a cavallo del confine sopra Trieste.
La Yugoslavia ci teneva molto, perchè all'epoca avrebbe rappresentato per lei il modo per accedere ai mercati europei. L'Europa era ovviamente d'accordo.
Ebbene a Trieste successe il finimondo. Nacque il "melone" - Lista per Trieste - in opposizione al trattato ed alla politica che lo aveva generato, che ebbe un notevole successo alle elezioni comunali tanto da esprimerne il Sindaco. Ciò bloccò tutto il processo attuativo di Osimo sul territorio confinario. Tanto che ad oggi nulla si è fatto. Altro che ratifica da parte italiana!
Con il termine "levantino" perciò, intendo proprio dire che c'è gente a cui piace ricordare solo le cose che gli garbano, ma tende a "dimenticare" costantemente ciò che non gli aggrada. Sentire perciò oggi la stessa gente che ha bloccato Osimo sul nascere, rivendicare il rispetto del trattato da parte Slovena, peraltro su questioni che nel trattato non ci sono, mi fa reagire con un moto di rabbia. Non fosse altro perchè sono italiano anch'io e vedere costantemente con quale incoerenza, disinvoltura e faccia tosta i miei connazionali si comportano non solo in politica, mi fa davvero torcere lo stomaco.
Se poi vai a vedere chi era la gente che sosteneva la lista civica e qual movimento politico, ci trovi tutti quelli - con nome e cognome - che oggi reclamano coerenza da parte slovena. Fai un po' tu...

A @mauro dico solo che se lui chiama "passaggi segreti" le normali strade statali, è affar suo. Però siccome le assi geografiche sono almeno due, esiste anche quella est-ovest. E la stragrande maggioranza del traffico in Slovenia si svolge oramai su quest'ultimo.

Ho fiducia che gli sloveni verranno pressati dall'europa a togliere il bollino in istria, illegale per il memorandum 1954 mai abrogato, e per gli accordi di Udine trattati che prevedevano l'esonero da qualsiasi pedaggio per le strade verso trieste.Non è certo un caso che il casello dell'A4 è un centimetro prima del Tlt e quello croato è un cm. dopo il Tlt ( sponda sx del Quieto))
Gli sloveni sono abili propagandisti e inizialmente risultano molto simpatici, con ardore raccontano delle cose da cui appaiono a tutti delle mansuete vittime della storia, ma poi inevitabilmente uno conosce di persona,..uno si informa e a volte l'opinione cambia. io ho contatti costanti con bruxelles e in quegli ambienti parecchi ora che li hanno conosciuti non ne possono più della slovenia e hanno capito molte cose.

Una delle cose che vanno capite sono le "balle" che si scrivono attorno ai trattati. Tra un po' salta fuori che già nella Divina Commedia c'era scritto che gli istriani hanno il diritto di andare gratis sugli autoscontri.

Non è una nvità che per certi stati e i loro supporter i trattati siano balle.

Riporto interessanti notizie sul comportamento degli sloveni in tema vignette che ho trovato su altri forum !

Ricopio da altro forum :

"vergogna DARS !!

visto ieri, domenica 2 agosto

ex valico rabuiese trasformato in “tonnara” acchiappa allocchi

la vecchia postazione confinaria slovena è stata trasforamta dalla DARS in rivendita di vingette, e fin qui nulla di male, ma -molto subdolamente- la rivendita è stata congegnata in maniera tale da convogliare “obbligatoriamente” i le macchine dei turisti sprovvisti di vignetta ad acqustarla “forzatamente”.

Ricordo che il tratto dal valico al distributore non è soggetto a obbligo di vignetta, infatti il tratto si può percorrere anche a piedi o in bici e le indicazioni di “solo autovetture” iniziano proprio dopo l’entrata al distributore.

Una dipendente della DARS con paletta, invece, “smistava” (fuorilegge) le autovetture con o senza vignetta, già prima della zona di sua competenza, obbligando all’acquisto della vignetta anche chi avrebbe viceversa potuto raggiungere il distributore e poi girare per Skofie."

Riporto un altro articolo, su Fernetti questa volta :

"Al valico di Fernetti, in piena notte, una coda lunga chilometri si era formata per i controlli effettuati dalla Dars, la società concessionaria autostradale slovena, delle «vignette» di pagamento dei pedaggi. Controlli effettuati in un punto del tutto inopportuno, prontamente rilevato dalla Polizia italiana e comunicato Oltreconfine. Il posto di verifica in territorio sloveno subito dopo l’ex valico è stato subito rimosso, fluidificando il traffico."

Come succede sul passante di Mestre? Oggi lo hanno già chiuso due volte.. Da noi i controlli non li fanno perchè ci sono i caselli, e son sicuro che nemmeno dalla parte austriaca li fanno.. sarà perchè gli austriaci ed i tedeschi NON sono Italiani?

xKris
Come non è una novità che gli istriani abbiano il portafogli a forma di cipolla: sfogliandolo lacrimano sempre.

Buonasera,mi auguro che Kris non si trovi mai a dover subire dai controllori delle autostrade austriache vestiti come speudo polizziotti,arroganti,che fanno finta di non comprendere l'italiano,e che usando metodi da ghestapo intimoriscono l'automobilista straniero pretendendo pagamenti non dovuti per multe immaginarie,e quando trovano pane per i loro denti,si ritirano sbraitando.Sono 50 anni che sono sulle strade e la polizia o carabinieri non hanno mai usato simili comportamenti.Per quanto concerne il pagamento di 15 euro per percorrere un tratto di 20 km tra Rabuiese e Capodistria la considero una vera rapina,togliere la vignetta dal parabrezza è un suplizio.Inoltre il tratto di strada veloce tra il Lisert e Rabuiese,percorso da moltissimi sloveni,oggi gratuito,dovrebbero farlo pagare 30 euro,poi vedremo cosa ne dirà il governo sloveno.saluti

Mi correggo,il mio commento era per Clocchi,non per Kris.

ci ho lavorato in slo dal lontano 92...
li conosco fin troppo bene.

@giacomo
"Sono 50 anni che sono sulle strade e la polizia o carabinieri non hanno mai usato simili comportamenti."

Ah no? E i 50 euro che devi sempre tenere dentro al libretto di circolazione del camion perchè ce li metti?!

Io in Slovenia ci vado per lavoro, e vi posso assicurare che per me va molto bene; di avere la vignetta a questo prezzo.
Prima con i caselli autostradali pagavo molto di più all'anno.
Basta fare la strada normale e nessuno vi dirà niente

Caro Cico: ti giro alcuni articoli del piccolo che non serve commentare:

Otto milioni di multe ai «senza-vignetta»
il Piccolo — 19 settembre 2009 pagina 07 sezione: ISTRIA

LUBIANA Usare le autostrade slovene senza pagare il bollino? Si può tentare. Finora, comunque, questi tentativi si sono rivelati un affare soprattutto per la Slovenia: dal 1° luglio 2008, da quando cioè il sistema delle «vignette» ha sostituito il classico pagamento del pedaggio, la Dars (Società autostrade slovene) ha raccolto multe per non meno di 8 milioni di euro, cifra sufficiente per costruire quasi un chilometro di autostrada, ovviamente se non fosse finita direttamente nelle casse dello Stato. Il dato è stato pubblicato dal quotidiano «Primorske Novice». Da luglio 2008 a metà settembre del 2009, per la guida senza bollino sulle autostrade e strade a scorrimento veloce della Slovenia sono stati multati 53.121 automobilisti. Se si presume che i trasgressori, molto spesso cittadini stranieri, preferiscano pagare l'ammenda sul posto per vedersi dimezzare a 150 la multa che altrimenti va da 300 a 800 euro, il calcolo è subito fatto: l'erario sloveno si è arricchito in questo periodo di almeno 8 milioni di euro. E' l'estate il periodo dell'anno in cui i controllori della Dars fanno gli «affari» più importanti. Dal 1.o luglio di quest'anno a metà settembre hanno comminato più di 17.000 multe per la guida senza bollino, spesso mettendosi in agguato già a poche centinaia di metri dal confine di Stato, laddove si entra in Slovenia su una strada a regime di «vignetta». Ne sanno qualcosa anche gli automobilisti triestini, spesso beccati subito dopo il valico di Rabuiese. Il sistema delle «vignette» sembra comunque ormai consolidato. Fino alla fine di agosto di quest'anno, dunque in poco piu' di un anno, la Dars ha venduto 843.493 bollini annuali, 892.553 semestrali, 412.126 mensili e 770.414 settimanali. I bollini sloveni restano pero' un caso ancora aperto a livello europeo. Dopo che l'anno scorso la Commissione europea aveva aperto la procedura di infrazione contro Lubiana perché l'introduzione di «vignette» soltanto annuali e semestrali era considerata discriminatoria nei confronti degli automobilisti stranieri – che usano la rete autostradale slovena spesso soltanto una o due volte all'anno come turisti in transito per recarsi in vacanza – i nuovi bollini sono considerati ancora troppo cari. Il tariffario è il seguente: la «vignetta» annuale costa 95, quella mensile 30, la settimanale 15 euro. I nuovi prezzi, introdotti dal mese di luglio di quest'anno con le modifiche della durata dei bollini, sono stati fortemente contestati in particolare dagli Automobile club tedesco e austriaco. In Slovenia, le «vignette» sono obbligatorie non solo per le autostrade ma anche per le strade a scorrimento veloce, per cui è molto difficile transitare per il Paese senza bollino, a meno che non si conoscano molto bene le strade statali. Tornando agli 8 milioni di euro – e forse sono anche di più, n.d.a. – raccolti con le multe per chi è stato scoperto senza »vignetta«, si tratta di una cifra sufficiente per acquistare 84.000 bollini annuali oppure 266.000 mensili o addrittura 530.000 bollini settimanali. Considerati questi dati, forse i trasgressori avrebbero fatto meglio a comprarsi la «vignetta». Per la Slovenia fa lo stesso, ci guadagna in entrambi i casi, sia con gli onesti sia con i «furbi».

Come ho già scritto penso che la slovenia dovrebbe evitare di far pagare pedaggi nei tratti transfrontalieri, come per esempio le strade che portano da trieste alla croazia.

altro articolo del piccolo:

«Con la vignetta Osimo non c entra»
il Piccolo — 27 settembre 2009 pagina 15 sezione: TRIESTE

di SILVIO MARANZANA Sulla vignetta slovena l’Unione degli istriani va all’attacco della Provincia. «Bene ha fatto il sottosegretario ai Trasporti di Lubiana Igor Jakomin - ha affermato alzando sorprendentemente i toni il presidente degli esuli, Massimiliano Lacota - ad affermare che il Trattato di Osimo non prevede l’esclusione delle fasce confinarie da pedaggi o vignette perché effettivamente è così e io gli dò ragione in pieno. Siamo noi che abbiamo fatto una figura pessima». Nella propria missiva la presidente della Provincia, Maria Teresa Bassa Poropat aveva citato il decreto 100 del 6 marzo 1978 (norme dirette ad assicurare l’esecuzione degli accordi di Osimo) che «prevede il divieto di pedaggio stradale e in questo modo garantisce ai cittadini sloveni l’utilizzo gratuito dei collegamenti di trasporto nel suddetto territorio». Il sindaco Roberto Dipiazza aveva citato il precedente dell’impossibilità da parte dell’amministrazione Illy di porre il pedaggio dopo il Lisert proprio a causa del trattato di Osimo. «Eccolo il trattato di Osimo - ha urlato ieri Lacota sventagliando due fogli - è tutto qua e non vi è niente di tutto questo. Abbiamo fatto una figura ridicola, tutta la Slovenia sta ridendo di noi. Non ha la Provincia un ufficio legale? Ogni triestino dovrebbe sempre girare con due cose nelle tasche: in una Il Piccolo, nel bene e nel male, nell’altra il Trattato di Osimo che in tutta questa faccenda non c’entra niente». Ma le frizioni con la Provincia non nascono qua. Un paio di giorni fa Massimiliano Lacota ha chiesto a Maria Teresa Bassa Poropat di fornire le necessarie spiegazioni relativamente alla sua presenza alla manifestazione del 6 settembre a Basovizza. «La cerimonia - aveva sottolineato - era dedicata ai quattro terroristi sloveni condannati a morte e fucilati nel 1930 per diversi attentati commessi a Trieste ed è stata caratterizzata da una scenografia con massiccia presenza di simboli comunisti e insegne e bandiere della defunta Jugoslavia e con ragazzine e bambini in divisa partigiana e berretto con stella vermiglia». In mancanza di spiegazioni, l’Unione degli istriani ha annunciato che uscirà dal comitato creato assieme alla Provincia per erigere a Rabuiese un monumento all’Esodo. Quali sono gli appigli giuridici a cui richiamarsi per denunciare «la truffa della vignetta»? Secondo Lacota sono ben altri. Innanzitutto l’Accordo di Schenghen che rileva che il movimento transfrontaliero debba essere favorito e garantito sulla base della reciprocità. Poi l’accordo di Udine ratificato nel 1985 dalla Jugoslavia, di cui la Slovenia si è dichiarata erede e che stabilisce che nell’esercizio dei trasporti debba valere il principio della reciprocità. Infine anche i famosi allegati settimo e ottavo del Trattato di pace che riguardano il porto franco di Trieste e più in generale i traffici. Lacota ha rivendicato all’Unione degli istriani la primogenitura delle iniziative grazie anche alla collaborazione con uno studio legale di Bruxelles. Le richieste sono di libera la circolazione nella fascia a cavallo del confine e di vignette giornaliere a 1,20 euro, per 3 giorni a 2,80 euro, e settimanale a 5,50 euro in particolare nei tratti tra Sesana e Postumia e tra il valico di Sant’Andrea e il Vipacco. Frattanto Bassa Poropat ha chiesto un incontro al Ministro dei Trasporti sloveno e Dipiazza ha incaricato l’avvocato Paolo Sardos Albertini di occuparsi del caso.

Ma ancora:

Bassa Poropat: «Imboccata la strada giusta»
il Piccolo — 23 settembre 2009 pagina 12 sezione: TRIESTE

«Sono felice. Si è aperto uno spiraglio importante. Possiamo ben sperare. Abbiamo imboccata la strada giusta». Maria Teresa Bassa Poropat, presidente della Provincia di Trieste, si gode il successo diplomatico. La lettera del segretario di Stato di Lubiana non risolve nulla, ma ha aperto un varco nella legislazione di uno stato estero. Un merito che pochi altri presidente di Provincia possono vantare. Il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza non ha difficoltà a riconoscere i meriti della collega. Ma subito precisa: «È per legge che lo devono fare. Non hanno alternative». E annuncia che anche il Comune di Trieste ha dato incarico a un avvocato di impugnare il regime delle vignette. Come precedente, ricorda Dipiazza, c’è l’impossibilità dell’amministrazione Illy di porre il pedaggio dopo il Lisert proprio a causa del trattato di Osimo. «E c’è il trattato di Osimo per noi c’è anche per loro. Non c’è scampo» spiega il primo cittadino di Trieste. La conseguenza è chiara: «A mio giudizio gli abitanti dell’ex Territorio Libero (zona A e zona B) non dovrebbero pagare la vignetta». Dipiazza si spinge addirittura oltre: «Probabilmente nessuno dovrebbe pagare la vignetta in questo territorio. La cosa migliore è spostare la vignetta oltre i confini dell’ex Zona B creando così una zona franca a livello di pedaggi». Altrimenti? «Il trattato va rispettato fino in fondo, altrimenti noi potremmo portare il Lisert fino in città» minaccia Dipiazza. Meno male che Osimo c’è, insomma. E, infatti, arriva subito la battuta: «È l’unica cosa su cui il trattato di Osimo ci torna buono. E vogliamo non rispettarlo?». Il consigliere regionale Piero Camber (Pdl) aveva minacciato come ritorsione «una controvignetta confine-Lisert». E ora che si è aperto questo spiraglio («E’ molto positivo. Finalmente si apre un dialogo») rilancia la sua proposta: «Liberalizzare il traffico a tutti quelli che a suo tempo erano titolari del lasciapassare (le popolari «propusnice») su tutto la zona confinaria, da Trieste fino a Cividale». L’assessore provinciale alle Infrastrutture, Vittorio Zollia, non nasconde la sua soddisfazione. «Hanno preso in considerazione le nostre obiezioni. È un passo importante, ora serve un tavolo tecnico per definire i termini dell’esenzione». E il consigliere provinciale Claudio Grizon (Pdl) si prende la sua parti di merito: «Sono stato il primo a sollevare la questione di Osimo in consiglio provinciale. E sono contento che la presidenza della Provincia abbia fatto proprie le mie sollecitazioni».

Altro recente articolo del piccolo.

Dipiazza a Frattini: «Vignetta illegittima»
Il sindaco scrive al ministro: «C’è reciprocità anche sui trasporti». La Farnesina: «Stiamo valutando»
di Furio Baldassi
«Cosa devo fare ancora, andare oltre, farmi fare la multa e poi inoltrare un bel ricorso all’Unione europea?». Nella vicenda della vignetta slovena, la gabella introdotta da Lubiana per poter circolare sulle sue autostrade, irrompe il sindaco Dipiazza. E lo fa alla sua maniera, in modo irruente, dopo mesi, anni di minuetti con i suoi omologhi d’oltreconfine. «Non si può sempre chinare il capo davanti a tutto. Mi va bene ogni cosa – assicura – basta che le carte scritte, Trattato di pace, Memorandum, accordi di Udine e di Osimo, vengano rispettate». I conti, insomma, non tornano. Dietro alle ultime decisioni di Lubiana, tra l’altro accolte a muso duro anche da tedeschi e soprattutto austriaci, non si vedrebbe traccia di quel ”regime speciale” previsto per le zone frontaliere che, estrapolato da vari accordi, avrebbe dovuto portare realmente a una totale facilità di spostamento a cavallo della frontiera.La chiave è proprio questa: saremmo di fronte a una palese e unilaterale violazione da parte degli sloveni di trattati internazionali. Per giunta, più che per motivi politici, fa capire il sindaco, per una scelta di bassa macelleria commerciale. Motivi sufficienti per fargli affidare un’indagine conoscitiva al presidente della Lega Nazionale, l’avvocato Paolo Sardos Albertini. «Ve lo dico subito: un lavoro da 1400 euro, decisamente ben spesi», chiosa il primo cittadino. Indubbiamente un memoriale che, spedito un paio di giorni fa al ministro degli Esteri Frattini, riapre più di un interrogativo sulla ”libera” circolazione di qua e di là da un confine che ormai, tra l’altro, non esiste più. Ma che, con i pedaggi autostradali, «viene a gravare illecitamente anche sulle comunicazioni tra Trieste e i comuni di Capodistria, Isola e Pirano». «Io volevo solo rilevare – racconta Dipiazza – che c’è la reciprocità tra i due Stati, anche e soprattutto in materia di trasporti». La Slovenia, insomma, che ha recepito fior di trattati internazionali siglati dall’allora Iugoslavia, dal Trattato di Pace al Memorandum, dal Trattato di Osimo a quelli cosiddetti minori, avrebbe ”dimenticato” quelle che sono le regole precise in materia di transito tra i due Stati. «Io non posso, ad esempio – spiega il sindaco – portare il casello del Lisert a Fernetti, con pagamenti, ticket, annessi e connessi. È contro i trattati che prevedono zone di transito libero, e parlano di comunicazione e reciprocità». Facendo un robusto salto indietro nel tempo, fa capire ancora Dipiazza, si evince che dietro alle mani di quanti avevano eleborato i trattati c’era anche un’opzione psicologica, tesa ad alleviare il disagio di chi, per le vicende post-belliche, aveva dovuto abbandonare la propria terra. «Dal punto di vista di una filosofia, diciamo così, ideale – osserva ancora Dipiazza – a mio avviso dovremmo arrivare in Croazia, fino a Umago, senza pedaggi». Saltabeccando tra Trattato di pace, Memorandum di Londra, Osimo e accordi di Udine sembra in effetti di capire che alla base di molte parti del testo c’era una sensibilità tesa ad alleviare gli effetti dell’abbandono. Quella che Dipiazza, con una delle sue metafore, definisce «la scelta presa in funzione dei non confini». E contesta anche e soprattutto per la sua «unilateralità».
Dal governo, al momento, silenzio quasi totale. Solo il ministro Frattini, intercettato a Vienna durante una delle sue missioni diplomatiche, fa sapere di avere ricevuto il testo ma di non averlo ancora potuto esaminare «nel dettaglio». «Stiamo valutando». Quel dettaglio che, pare, potrebbe essere alla base di eventuali proteste italiane. Tutt’altro che da escludere dopo la vicenda del rigassificatore, che a Roma ha creato parecchi malumori. «Io dico: facciano qualcosa – conclude Dipiazza – sennò realmente andrò di là a farmi multare...».
(16 ottobre 2009)

Altro articolo del piccolo sulle vignette.

Frattini a Dipiazza: il caso vignetta al vertice bilaterale
Il primo cittadino: «Siamo certi che affronterà il tema. La reciprocità fra Italia e Slovenia ci deve essere»
La questione della vignetta slovena verrà discussa a fine novembre a Lubiana, al prossimo tavolo bilaterale fra Italia e Slovenia. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, l’ha assicurato ieri direttamente al sindaco Roberto Dipiazza.

Sono stati sufficienti dieci minuti per avere dunque una garanzia importante. Dieci minuti per capire che, sulla questione, il governo è più aggiornato di quanto si potesse pensare 24 ore prima, alla luce di quel transitorio e sintetico «Stiamo valutando» speso dallo stesso rappresentante della Farnesina l’altro giorno a Vienna. La gabella introdotta da Lubiana, cui è vincolata la possibilità di passaggio su autostrade e strade a scorrimento veloce nella vicina Repubblica, sarà dunque al centro di un dialogo ai massimi livelli istituzionali. Un incontro che verterà, comunque, principalmente sul progetto del rigassificatore di Zaule e per il quale si attende di conoscere i dettagli organizzativi: al momento, infatti, si sa solo che il vertice avrà luogo nella capitale slovena verso la fine di novembre. Tra poco più di un mese.

Di certo, però, c’è che, ieri pomeriggio, approfittando della presenza del ministro al convegno “Alcide De Gasperi. Un europeo venuto dal futuro” al Castello di Udine, Dipiazza non ha perso tempo, bloccando Frattini per una manciata di minuti. Gli ha spiegato le motivazioni che fanno ritenere alle istituzioni locali illegittima la vignetta, ottenendo riscontri concreti. «Frattini mi ha detto: lei ha ragione - racconta il sindaco -, porterò tutto al prossimo tavolo bilaterale italo-sloveno. Io posso solo aggiungere come le nostre istanze siano logiche, tutto qua. La reciprocità fra i due paesi, prevista dai trattati, ci deve essere, altrimenti questi accordi internazionali non sono tali. Il ministro, peraltro, è sempre molto attento a queste zone e siamo certi che affronterà il tema, su cui fra l’altro era completamente aggiornato». Frattini, peraltro, aveva già dedicato un passaggio al caso vignetta anche poco prima, a Tavagnacco, nel corso del pranzo di lavoro a porte chiuse organizzato dal Pdl. «Oltre a ciò, il ministro si è soffermato sull’importanza del sempre più vicino ingresso della Croazia nell’Unione europea - ha raccontato il coordinatore regionale pidiellino Isidoro Gottardo - e ha ribadito come, sul rigassificatore, l’Italia essendo paese sovrano non debba temere alcun veto da parte slovena».

Nel corso dell’appuntamento, a cui - fra gli altri - ha presenziato anche il presidente della Regione Renzo Tondo, è arrivata poi la conferma che sarà Trieste la sede, il prossimo 5 febbraio, del seminario targato Osservatorio della Fondazione Mediterraneo, in cui si parlerà di reti infrastrutturali nazionali e internazionali e, in particolare, di portualità e intermodalità. Parteciperanno i ministri Franco Frattini e Altero Matteoli, oltre al Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani.

Tornando alla vignetta e all’azione di Dipiazza, forte peraltro della consulenza dell’avvocato Paolo Sardos Albertini sull’interpretazione dei trattati internazionali, c’è da registrare un intervento del presidente dell’Unione degli istriani, Massimiliano Lacota: «L’interessamento del Comune avrebbe potuto cambiare le cose già prima, cioè al momento in cui l’Unione degli istriani si era mossa nell’aprile del 2008». Nella nota diffusa ieri, in ogni caso, l’Unione degli istriani esprime il suo «pieno consenso» all’i niziativa del sindaco di rivolgesi alla Farnesina.


Martedì scorso a Roma, i rappresentanti della Federazione delle associazioni degli esuli avevano consegnato ai funzionari ministeriali, nell’ambito del tavolo permanente con il governo, la documentazione utile ad effettuare alcuni approfondimenti sulla vignetta. Una prima risposta alla richiesta di un parere è attesa per la prossima settimana.
(17 ottobre 2009)

forza Frattini e forza Tajani.
Fateci togliere le vignette.

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