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    Il saluto della Pozzuolo

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06/07/09

Commenti

nell'articolo del rispettabile Braun...."due città, così vicine e così diverse, potrebbero gemellarsi, spiega Miriam Bozi, la responsabile della camera di commercio di Nova Gorica, anche se sembra poco probabile dopo che Berlusconi e i suoi hanno preso il controllo del municipio di Gorizia nel 2007.

Ma questa donna energica continua a pensare in grande. Negli ultimi anni Nova Gorica ha registrato una crescita media annua del 6 per cento. Un grande progetto di sviluppo è già fallito, ma non importa. Miriam Bozi ne ha un altro pronto, di dimensioni faraoniche. "Vogliamo costruire una piramide ancora più grande di quella di Cheope, con due lati coperti di pannelli solari, per ospitare un museo europeo dell'aviazione. Sarebbe un investimento da 950 milioni di euro", spiega la donna, come se un progetto del genere fosse normale per una piccola città come Nova Gorica." ...
peccato che quando un italiano, ancora oggi, va per chiedere info su come si apre un attivita' in slovenia, ti rispondono che è necessario avere il "prokurist" sloveno....

Ringrazio per l'indicazione.
Faccio però urgentemente notare, a chi non sappia leggere l'articolo in originale, che la versione italiana non è assolutamente la traduzione dell'articolo di Michael Braun, bensì una vergognosa storpiatura a vari livelli.

In nessuna parte dell'articolo originale, tanto meno nel titolo ("24 Stunden geöffnet", ossia "aperto 24 ore") si dice "sorelle, ma non amiche".
Un solo esempio per non tediare: il sottotitolo, che recita "Gorizia und Nova Gorica sind zwei Städte, die eigentlich beide vom Wegfall der Grenze profitieren sollen", letteralmente "Gorizia e Nova Gorica sono due città che in teoria dovrebbe approfittare entrambe della caduta del confine", viene reso con "La caduta del Cortina di ferro avrebbe dovuto unire le due città. Ma l'italiana Gorizia e la slovena Nova Gorica continuano a ignorarsi a vicenda" (l'ultima frase manca del tutto nell'originale). Non credo siano necessari commenti; il testo continua all'incirca nello stesso modo.

Mi sembra inutile quindi commentare la versione italiana senza conoscerne il vero autore, che certo non è il povero Michael Braun, che si dovrebbe invece informare affinché possa prendere i provvedimenti che ritiene. Ovviamente manca ogni dato sul "traduttore".
Capisco bene come possano nascere incidenti internazionali. Sono scandalizzata.

faccio notare che questa "donna energica" ha già fallito un progetto !!( sempre leggendo LA SOSTANZA dell'articolo) mi auguro che la piramide faccia la medesima fine, ma i presupposti già esistono!

Grazie ad AnnA per le precisazioni, è evidente che chi ha tradotto lo ha fatto male e adattando il testo secondo i suoi punti di vista.
L'articolo mi da comunque l'idea di essere superficiale, basta leggere questa frase "All'epoca la città italiana aveva ceduto tutto il suo entroterra alla jugoslavia, ma non ne aveva sofferto più di tanto." Mi piacerebbe sapere dove ha letto che la città non ha sofferto più di tanto.

Ri-letto con un amico che sa il tedesco... meglio verificare le fonti prima di pubblicare, quoto AnnA: non è una traduzione ma un pessimo riassunto dell'articolo.

Franz, anche questa frase "ma non ne ha sofferto più di tanto" manca in questi termini nell'originale, non è traducibile letteralmente purtroppo, ma corrisponde più a "e se ne fece una ragione".

Mi spiace, ma non sono d'accordo, Gio, la SOSTANZA non è più quella, se frasi, toni, allusioni vengono del tutto modificati o inventati (tralasciando un terzo del testo). L'unica cosa che rimane è il TEMA, Gorizia e Nova Gorica. In questi termini è passibile di denuncia.
(tra l'altro nell'articolo si parla di una "manager energica")

a AnnA,
concordo con Lei sulla possibile errata o parziale non esatta traduzione, purtroppo il tedesco non è affar mio. Io ho avuto il piacere comunque di parlare a lungo con il giornalista e le sue impressioni sulla "manager" slovena sono uguali sul suo articolo tradotto. Io gli avevo replicato quello che ho già replicato sul blog e cioè che si fanno belli con i giornalisti e poi ...

Ho letto l'articolo originale sulla Tageszeitung, già settimane fa, speditomi da un'amica che sta in Germania. E un po' mi è dispiaciuto, perché al di là delle sottigliezze rilevate nella traduzione, non ha dato un giudizio completamente obiettivo. E' un articolo che effettivamente vuol vedere tutta l'innovazione e la voglia di fare di là (a volte a ragione, a volte a torto) e tutto il vecchio e il malfunzionante di qua (idem). Forse perché l'autore ha avuto la sfortuna di capitare proprio nello splendido piazzale della casa rossa, forse perché il giornale un po' di parte lo è (e lo dice una che berlusconi non lo digerisce proprio...) Insomma, a me un po' d'amarezza l'ha lasciata.

Al di là della mia opinione su questa entità virtuale che si fa chiamare gio

(personalmente mi fa venire il latte alle ginocchia ogni volta che lo leggo)

io credo che sia un personaggio che in un modo o nell'altro viene pagato per quel che fa

(girare per il blog da mane a sera).

:-)))

...se la città è malata e va portata in barella, è bene tirarsi su le maniche ed agire in due, uno di qua e uno di là del confine possibilmente.
Credo che la velocità con cui tutto si è trasformato in pochi anni, dai primi novanta in poi, non abbia dato tempo di riadattare molti aspetti della vita ed economia di Gorizia.
Il fatto che a Nova Gorica abbiano maggiore libertà e più benessere è una buona cosa, forse alcuni aspetti del nostro declino sono nazionali e non solamente locali.

ciao a tutti

lanciamo una stupidità popolare... volete burro o cannoni :))


oppure, opportunità ma diversità oppure chiusura e castismo boh... a questo punto per me è uguale visto che sia di là che di quà le cose sono state gestite senza alcuna lungimiranza, nè di condivisione di una o più realtà... l'articolo, per quanto non dica nulla di particolare, è interessante perchè offre una visione non abitudianria delle cose, che è il nostro male peggiore, e che può permettere di comprendere la nullità di questi luoghi, che vorrebero essere grandi seppur piccini...

iniziamo da ciò che siamo, piccini e apriamo visioni nuove, ma che siano valutate e gestite a livello europeo e non provinciale o comunale, visto che il livello di queste istituzione richiede una visione di piccolo taglio e con scarsa visione futura...

del resto se per un secolo ci siamo costuirti e abbiamo guadagnato sulle divisioni, di certo in un paio di anni ciò non cambierà

che sia di quà o di là la questione popolare è insignificante

muri o non muri, il livello culturale rimane pregiudizioso e basso

Concordo pienamente sul fatto che la traduzione, a prima vista, è sballata in più parti e mancano del tutto alcuni paragrafi dell'articolo. Mi riservo di pubblicarne una corretta (se avrò tempo questa sera). Ma il Marko Marini dell'articolo sarà Marko Marincic, assessore della Provincia, giusto?? Almeno i nomi... (il nome è sbagliato anche nella versione tedesca...)

Descrizione molto lontana dalla realtà. Potrà crederci solo chi non è mai vissuto qui.

a parte i logici commenti sulle "traduzioni" è evidente ed imbarazzante che si perda tempo a commentare e dare spazio a questi articoli di "parte" che danno colpa della situazione goriziana a Berlusconi e all'attuale giunta, dimenticando la giunta precedente di centro sinistra ... va beh ... ignoranti si può essere, ma IN MALA FEDE NO!!!

Andreotti qualche anno fa disse che arriverà anche la Terza Repubblica....speriamo che non sia come la Seconda

Hai senz'altro ragione abc. Ma proprio questo può essere interessante: capire qual è l'immagine che la città offre di sé a chi la vede e poi scappa. Questo dovrebbe farci riflettere. A Italo: se, come ho già sottolineato, il giornale senz'altro non ama Berlusconi (come qualsiasi altro giornale straniero, di destra o sinistra che sia), non credere che siano andati tanto a fondo da analizzare le opere delle varie giunte, ti prego. Prendiamola per quel che è: una fotografia fatta da un'angolazione particolare, che, se può aver messo in luce alcune verità che bruciano (quanto si sarebbe potuto, ma ancora si potrebbe fare insieme, diventando un fiore all'occhiello per l'Europa), non ha purtroppo menzionato nessun lato positivo della nostra Gorizia. Uno me l'hanno ricordato un paio di giorni fa una coppia di amici di Nova Gorica: il piacere di camminare in centro, dove fermarsi con gli amici, magari a prendere un caffè, passeggiando e guardando le vetrine. Il vero centro, quello bello, ce l'avete voi, dicevano. Alla faccia di Qlandia...

dò piena ragione a Cristina aggiungendo che parte dei goriziani non sanno parlare di cose positive di se stessi, vivono il proprio presente ( e soprattutto quello degli altri concittadini) in maniera invidiosa, cattiva ed inconcludente. tutto quello che viene "da fuori", prima viene sputtanato e poi viene idealizzato....

@ Cristina
Chi vede la città e poi scappa non può fare una descrizione obiettiva di come stanno le cose, per cui non darei peso alle stupidaggini che scrivono questi due signori.
Il traduttore sembra non essere Italiano: traduce "Provinz Gorizia" con "regione di Gorizia" e "zum Perla" con "alla Perla" (femminile). Poi definisce il volto di Marinic emaciato. Conosco pochissimo il tedesco ma non mi sembra che nel testo originale ci sia questa definizione. Cio vuol dire che era presente pure lui all'intervista. Due persone che si son fatte opinioni errate parlando con pochissima gente.
Auspico che chi conosce bene il tedesco risponda per le rime.
Concordo sul piacere di camminare in centro.

@Critina
...Prendiamola per quel che è: una fotografia fatta da un'angolazione particolare, che, se può aver messo in luce alcune verità che bruciano...
certo, ma non mi scompongo molto che qualcuno faccia un articolo del genere...il mondo è bello perchè è diverso...però credo che noi goriziani non dobbiamo solo lamentarci o appoggiare quelli che ci criticano e magari esaltano i ns cugini oltreconfine ... diciamolo pure, il non avere più il confine ed avere la valuta unica è una grandissima comodità, ma non esaltiamo troppo N.Gorica, se non avesse il casinò cosa avrebbe? ora che il casinò sente la crisi internazionale mi sembra che anche loro si siano fermati, hanno sfruttato bene l'entusiasmo della nazione giovane e i soldi non guadagnati attraverso una sana e stabile economia, ma ottenuti attraverso la stupidità e il vizio dei giocatori ... vediamo il prossimo futuro ... siccome il passato e la storia contano nel generare il futuro,io non esalterei troppo N.Gorica e darei più fiducia alla nostra Gorizia e all'Italia ... e agli italiani di gorizia

Distanziandomi dalla piega nazionalistica delle ultime due righe di Italo, sono d'accordo sia con lui che con abc. Non ho mai detto che la descrizione sia obiettiva, ma non facciamo neppure i permalosetti definendola "stupidaggine". Avevo subito pensato di mandare un gentile commento al giornale, ma un po' per motivi di tempo, un po' per evitare di dargli la soddisfazione di vedermi "toccata sul vivo" confermando così il tono dell'articolo, ho preferito astenermi. @abc: poiché istituzionalmente la Provincia come la intendiamo noi in Germania non esiste, è corretto tradurla con Region, parola che a sua volta, in tedesco, non ha valore istituzionale, bensì generico (solo a volte, parlando dell'Italia, la si fa corrispondere al nostro "regione", per comodità).

Leggo e mi pare che non si comprenda che tutta la cultura italiana di provicnia è maldestra, dovunque tu vada - eccetto le grandi città dove si può esprimere le opinioni personali anche se sono diverse da quelle di alcuni altri. Certamente gli sloveni sono ancora in questa cultura, quelli di minoranza in particolare non sono visti bene (la maggior parte) in Slovenia, molti non li considerano nemmeno sloveni. In grande l'Italia rispetto all'Europa ha lo stesso problema, e così via.

Diceva un maestro nel medioevo: "Da Oriente ad Occidente ogni Punto è Rottura"

A mio modo di vedere ad oggi siamo ancora in una fase fine culturale di quell'era medievale, dove il progresso è stato solo quello delle macchine e non quello delle persone.

Mah..
A me pare che, al di la della traduzione più o meno corretta di qualche termine, i concetti ci siano tutti e l'articolo anche in italiano rende abbastanza bene ciò che chi l'ha scritto intendeva dire. E cioè che ci sono due reltà diverse, una in pieno sviluppo e con la voglia di fare, l'altra in declino che piange se stessa ed i bei tempi andati. Terza cosa, che non c'è assolutamente l'idea di un progetto comune. Che poi il progetto comune non passi nemmeno per la testa a chi governa la città oggi, non mi sembra una novità, stava nel programma elettorale. Questi sono gli stessi che per anni hanno "sbianchettato" perfino le cartine e le mappe topografiche di tutto ciò che stava oltre confine. Perchè tanta meraviglia? Dove sta il problema? Mi sembra che le cose stiano proprio così. Perfino questo blog è pieno di questi stessi concetti...
La lamentela sulla zona franca, le considerazioni sui lavori pubblici, il coprifuoco serale, il pianto sulla concorrenza dei centri commerciali ed i negozi che chiudono, la mancanza di piste ciclabili.. perfino qualche allarme sull'ordine pubblico.
Adesso che le stesse cose vencono rilevate anche da osservatori esterni si crea un problema? Ma va?..

quoto Italo
...anche perché conosco bene la realtà slovena, non facciamoci abbagliare dall'ostentazione di finto benessere dei casinò d'oltreconfine...

a noborder:

ogni cittadino di un Paese ha la sua cultura.
questo è il bello dell'europa!
non reputo edificante l'annientamento delle proprie radici cercando di amalgamare tutte le culture creandone una europea.
E' sempre una mia decisa opinione!

Credo che esista una cultura italiana ma pure una cultura europea. Come le lingue, pure il senso d'appartenenza ad una data cultura varia nel tempo, in modo a noi quasi impercettibile. Guardate una vostra foto degli anni '80: senz'altro non ricordate una data precisa in cui il vostro look è cambiato, eppure come siete diversi, vero? Così è con moltissimi aspetti del nostro essere. Oggi ci sentiamo italiani, ma questo sentire comune chi l'aveva cent'anni fa? E poi è tutto un fatto di prospettive. Negli USA, con mio marito (tedesco) mi sono sentita profondamente europea. Qui a Gorizia è facile sentirsi "nord-est" e appurare quotidianamente, nel bene e nel male, quello che ci differenza dal meridione. Ma quando stavo in Germania erano mille i dettagli che, quotidianamente, mi facevano sentire italiana! Che so: la reazione allibita delle famiglie di amici a cui proponevo di uscire a cena (lì ci si invita a vicenda a bere il tè/caffè coi dolcetti il pomeriggio); l'acqua e, a volte, il vino a tavola (e non l'Apfelschoerle, cioè succo di mela e acqua gassata); ... molti ancora, ma non vi tedio se non ricordandovi l'oggetto che unisce l'Italia in un sentire comune più di qualsiasi altro: il bidet!!! ;-)

per tornare poi al nazionalista o meno:
volere bene alla propria bandiera e alla propria nazione non E' UNA CATTIVA COSA!!!

... qua se dici che sei italiano diventi uno sporco fascista!!! ... ma gli sloveni cosa dicono? dicono di essere sloveni o europei?...dicono e sono fieri di essere sloveni....se si va in scandinavia: ci sono queste casette sperdute nel "nulla" che spongono la loro bandiera ... in america pure ... in australia idem ... in austria pure ... e qui non si può?!?

...allora io affermo decisamente che chi critica o si vergogna della propria appartenenza è un DIVERSO ... quindi noi fieri della ns nazionalità ribadiamo la ns appartenenza, non accettiamo di essere messi sotto da pseudo intellettuali di sorta ... e accettiamo anche i "diversi" senza però autorizzarli a fare troppo i loro COMODI ... smile

Non credo che evitare di scadere in anacronistiche affermazioni risorgimentali significhi non amare e rispettare il proprio Paese o la propria cultura. Smile. Un'italiana.

Sommando democraticamente l'insieme delle opinioni si conclude che il progetto Europa era un errore, come un errore era quello di buttare giù i muri. Come un errore era anche la evangelizzazione dell'est europeo da parte di Woytila.

Morale era meglio quando andava peggio.

Che si fa, quindi?

La differenza sostanziale tra l'essere fieri del proprio Paese, della propria storia e della propria cultura, e l'essere solo poveri nazionalisti e sciovinisti, sta nel capire e nell'apprezzare le diversità invece che sputtanarle ad ogni piè sospinto. Se si è davvero convinti del proprio bagaglio non si ha paura del confronto. Invece continuare a ripetere "siamo meglio noi" con un atteggiamento di chiusura che evita il confronto, mette solo in evidenza la lunga coda di paglia. Questo è il punto. Il resto sono chiacchere da Bar Sport.
Sentir dire poi che l'Europa è un fallimento, detto da gente che ha sempre avuto paura persino di passare il confine per andare a far benzina a cinquanta metri da casa (figuriamoci a girare per l'Europa), è davvero una cosa ridicola.

tutti, secondo me, dicono bene: cristina e italo con eurosieurono.... noborder invece non ha chiaro cosa si vuol dire, ognuno di noi ha un pregio ed un difetto. la gente di cui accenna lui al goriziano che aveva paura passare il confine per fare benzina, è quella che oggi osanna la slovenia!
per quel che mi riguarda, io ho aperto la ditta in slovenia nel lontano nel 1992 da solo e senza il famoso "prokurist" che la camera di commercio di gorizia spinge ancor oggi....riguardoso e pieno di attenzione alla cultura slovena! ( nel 92 tutta gorizia la chiamava Yugoslavia fino almeno all'anno 2001.) n.b. la slovenia è stata riconosciuta prima dagli austriaci nel sett. ottobre del1991 e pochissimo dopo dalla germania. rimane comunque il fatto che è bella ogni cultura in casa sua, si apprezzi per le sue qualità e però si deprezzi per i suoi difetti.

Al di la' della traduzione e della probabile malafede del traduttore (chiamiamolo cosi'), conoscendo bene sia Gorizia sia Nova Gorica, fin dal momento della caduta dei confini, con la formale unificazione territoriale(chi usa il termine riunificazione, mente sapendo di mentire)ho subito detto, e continuo fermamente a pensarlo, che ci vorranno 3 o 4 generazioni ancora prima che si incominci a parlare seriamente di effettiva unica citta'.

Io non vedo tutta questa necessità di unificazione delle 2 città di cui qualcuno parla.

E' molto utile e comodo per tutti avere la stessa valuta e poter spostarsi senza problemi di qua e di là del vecchio confine.

Ma non credo che sia necessaria una unificazione amministrativa di questi due comuni così diversi per origine, per caratteristiche urbanistiche, per tipo di servizi offerti e per lingua ufficiale, che già si completano a vicenda senza il bisogno di forzature.

E' utile ed auspicabile invece una stretta collaborazione fra le 2 parti su tutte le questioni di interesse comune.

... ma gli sloveni cosa dicono? dicono di essere sloveni o europei?...dicono e sono fieri di essere sloveni....se si va in scandinavia: ci sono queste casette sperdute nel "nulla" che spongono la loro bandiera ... in america pure ... in australia idem ... in austria pure ... e qui non si può?!?

TUTTO CIò NON MI SEMBRA ANTIQUATO O ANTI EUROPA ... GLI ITALIANI DEVONO IMPARARE A ESSERE FIERI DELLA LORO ITALIANITA' PER SAPERE CONFRONTARSI CON GLI ALTRI, DAL CONFRONTO E DALLA COOPERAZIONE CON GLI ALTRI CI PUò ESSERE SVILUPPO ...

uno svedese che espone la propria bandiera in giardino non è detto che sia contrario all'unione o alla cooperazione, semplicemente è fiero del proprio IO, e non si fa abbagliare da proclami di sorta ... credo che noi dobbiamo imparare a sfruttare meglio le opportunità della Comunità, cogliere le occasioni offerte dalla modernità della giovane e piccola nazione Slovenia, ma non sentirsi inferiore a nessuno e non accettare proclami di superiorità da nessuno ... particolarmente da neonati: può essere che il neonato un domani si confermi al vertice, ma per ora sarebbe come che un buon scolaretto delle elementari voglia insegnare ai docenti universitari come va il mondo ... gran calma!!! ... cresci, dimostra, confermati nel tempo e dopo ti potremmo dare ragione ... per ora non sei nessuno ... non bisogna essere ciechi, ma neanche ingenui ... !!! ...

vogliamo parlare di esempi di democrazia? provi un italiano a farsi pubblicare un articolo su giornali sloveni!?!, provi un italiano a fare attività sportiva in una palestra italiana gestita da sloveni!?!

smile
allora!!!

quindi noi siamo molto più democratici e permissivi, impariamo ad essere più orgogliosi e fieri e dopo ... accettiamo anche la positiva dinamica dei cugini oltreconfine e prendiamone spunto!!! smile

i limiti di Gorizia sono dovuti proprio dalla ns poca capacità d'iniziativa, dal non saper difendere i ns valori e le ns intelligenze, subendo le iniziative altrui ... in tutti i campi ci sono goriziani che emergono, il problema è che Gorizia non li sa valorizzare

Mi interessi Italo. Prima fai delle affermazioni giuste e condivisibili. Poi scadi in metafore quasi razziste e dispregiative... sinceramente non riesco a seguirti.
1. Io sono italiana; io sono europea. Questo secondo sentire io ce l'ho, e non toglie nulla al primo. Non pretendo ce l'abbiano tutti, ci vuol tempo (Mazzini docet!)
2. Chi ha detto che non si può esporre la bandiera? Io in una situazione "normale" non ne ho bisogno, non so che cosa dovrei dimostrare facendolo. Nei paesi che nomini tu è una tradizione la bandiera davanti a casa, in Italia no. Da noi nessuno si stupisce del tricolore davanti alla scuola, che invece ha colpito subito mio marito, perché in Germania questa tradizione non esiste. Poi... nel luglio del 2006, l'ho sbandierata pure io, che di solito detesto il calcio, e mi piace spicchi su qualche capo di abbigliamento sportivo soprattutto se prendo parte a manifestazioni all'estero.
3."provi un italiano a fare attività sportiva in una palestra italiana gestita da sloveni"... ma sai quanti sono gli italiani che lo fanno? Mia figlia frequenta la scuola elementare slovena; alla scuola materna, dove è approdata con conoscenza nulla dello sloveno, è stata accolta a braccia aperta. E nemmeno un antenato sloveno in casa... Prova a fare la stessa cosa in Alto Adige, poi ti accorgi che il problema non sta a Gorizia, ma altrove ;-)!

Sono sostanzialmente d'accordo invece quando dici che l'Italia è un Paese democratico e permissivo, e di questo si può andare orgogliosi, dimostra la grandezza dell'Italia, perché, come ha detto noborder, se si è davvero convinti del proprio bagaglio non si ha paura del confronto. Vuol dire che non si è nati ieri, che non si teme che "il diverso" scalfisca una realtà che sentiamo solida, matura ed affermata, e può quindi "permettersi il lusso" di essere aperta e democratica. Ma da qui a chiamare gli altri neonati... oltre che offensivo è scorretto: la Repubblica Slovena c'è da pochi anni, è vero, ma la nazione slovena non è proprio nata ieri! E sì che a scuola la insegnano la differenza tra cittadinanza e nazionalità...
Concordo pure sull'ultimo punto, i goriziani devono muoversi. Ma le manie di grandezza degli sloveni, spesso, le vediamo noi ma non loro, a parte qualche sporadico caso (vedi la tipa forse un po' megalomane dell'articolo). Come dire: siamo noi che ci creiamo complessi d'inferiorità dove non ce ne sarebbe bisogno. Quante volte l'ho provato con l'eterno confronto Italia/Germania: l'italiano che attende e gode nel cogliere in fallo cotanta teutonica perfezione - vedi, loro che sono così perfetti - e loro che non sanno di che cosa si stia parlando (puntuali e perfetti, ai loro occhi, son solo gli svizzeri!)

E poi non facciamo di tutta l'erba un fascio. Ieri un amico di Salcano, persona colta, intelligente, dal sentire molto europeo (!), mi spiegava perché considera i casinò la vergogna del suo Paese e come si è dato da fare contro il progetto del mega-casinò, che infatti è fallito anche perché al partner di Las Vegas la voglia l'hanno fatta passare anche gli ostacoli creati dalla popolazione locale.
(Scusate la lunghezza, prometto di non intervenire più per taaanto tempo...)

Eric Fromm: Narcisismo Collettivo

Breve trascrizione sulle neo patologie dell'uomo moderno.

http://gorizia.blogspot.com/2007/08/eric-fromm-narcisismo-collettivo.html

Il progetto del mega-casinò si è arenato perchè gli americani, quelli di Las Vegas, hanno sentito l'aria di crisi ben prima che scoppiasse con tutta evidenza. Quelli coi soldi ci lavorano ed hanno le antenne più lunghe di tutti.. Faccio solo notare che qualcuno parla di progetto fallito come se fosse stato un progetto sloveno.. se non è malafede questa, non saprei come altro chiamarla.
Anch'io penso che parlare di unificazione delle due città, nei termini politico-amministrativi, sia fuoriluogo. Non nego a priori la possibilità futura, e non ci vedo enormi questioni di principio. Però mi sembra evidente come nel medio periodo sia improponibile. Facciamo difficoltà a riunire territori di piccoli paesi come ad es. nel monfalconese dove si chiacchera da anni di città comune, figuriamoci due città a cavallo di un confine politico..
Il punto vero e concreto però, è che stiamo buttando al vento un periodo di occasioni irripetibili.
Se unificare (nell'accezzione intesa sopra) è impossibile, non è vietato programmare territorio e servizi in comune accordo. Tantopiù in una situazione in cui la caduta del confine modifica la visione stessa dell'assetto - anche urbanistico - delle due città. Dal traffico al tempolibero, dalle zone commerciali a quelle artigianali ed industriali. Per non parlare di servizi come ad es. la raccolta e lo smaltimento rifiuti, la regolazione delle acque, etc.
Ed è anche per questa ragione che la tanto vituperata Europa ha stanziato un sacco di soldi nei suoi piani comunitari. Il punto è che nessuno li chiede, quei soldi. O meglio, nessuno li chiede per progetti comuni. E stiamo a vedere come la Slovenia ha attinto a piene mani, mentre noi siamo ancora ad aspettare il contributo per la stradina pedonale dal castello al rafut. E' questo il punto!
E quando dico che l'occasione è irripetibile, intendo dire che tra un paio di anni, quando la caduta del confine non sarà più una novità, a nessuno verrà più in mente di buttare soldi pubblici in qualcosa che si è ormai consolidato.
E' perciò questa la colpa che una miope politica di chiusura e di contrapposizione si stà addossando, ed è una colpa storica e carica di future conseguenze.
Invece di ragionare sullo sviluppo comune, piangiamo sulla Zona Franca; invece di presentare piani comuni per opere di regolazione delle acque, accusiamo gli altri per la mancanza di depuratori; invece di riprogrammare comunemente le aree insediative, ululiamo sugli odori della Livarna.. Noi e Loro, Loro e Noi, mentre i fondi comunitari per "fare le cose" rimangono non spesi e perciò dirottati in altre aree che invece le cose le fanno.
Questa, è la colpa dell'attuale politica.

sottoscrivo a pieno noborder... finalmente un intervento da persona informata!

gli americani si saranno anche ritirati, ma c'era anche una grossa fetta di sloveni ( e goriziani) che non voleva assolutamente questa mega ca...ta di progetto casino', comunque siamo qui a vedere quante occasioni perse (?) e quanto siamo rimbambiti noi goriziani in confronto all'(oramai) elite slovena... ma rendiamoci conto che è solo la geografia e la moneta che ci rende vicini, si accennava alla lingua, alla cultura, ma non trascurerei l'economia, le paghe, i sindacati, le amministrazioni, le stesse tasse la pianificazione territoriale, il gusto e soprattutto l'educazione, la politica e le sue ideologie, siamo quindi europei? si ma completamente DIVERSI! diciamo cosi'allora ... siamo
italiani europei,
sloveni europei,
austriaci europei,
inglesi europei
......
( che minchiata l'europa!!!!)
mi auguro che non si arrivi mai alla ventilata trafila di generazioni per divenire europei a tutti gli effetti.

sulla bandiera italiana posso capire i brividi che possono venire pensando solo alla fatica dei ragazzini che hanno perso la loro vita per creare una nazione forte, come posso capire anche le altre bandiere degli altri Paesi. perchè dovrebbero venirmi i brividi sulla bandiera europea???

Solo per dire a @noborder che mi trovo molto, ma molto daccordo.

Quoto Noborder: l'occasione è irripetibile. Tra qualche anno addio finanziamenti. A qualcuno viene in mente cosa proporre in concreto?

I post se pur lunghi di Cristina sono piacevoli da leggere, per cui ben vengano. Volevo solo precisare che è ovvio che venga accolto a braccia aperte chi iscrive i figli alle scuole slovene, pur non appartenendo a quel gruppo etnico di minoranza.

Perchè dovrebbero venirti i brividi sulla bandiera Europea? Se tu avessi anche solo una minima idea della storia quella bandiera (in senso lato, ovviamente) non ti faresti simili domande. Tu la parola "Europa" non hai neanche UNA VAGA IDEA di cosa voglia dire, è questo il tuo problema. Per il resto, cristina ha già spiegato chiaramente che le differenze fra europei diventano poca cosa quando dall'Europa cominci a spostarti nel resto del mondo, ma tu... figuariamoci se ci senti strapieno di pregiudizi come sei.

art, ti sei emozionato vedendo slovegas? hai pianto di commozione?

Uè gio, ma ti rode proprio tanto?

Va bene che tutto il male d' Italia è sempre colpa di Prodi...

Ma ti rendi conto che se, per ipotesi, gli italiani fosser NERI e gli sloveni BIANCHI, il 90% dei goriziani sarebbe CAFFELATTE!

E bastaaaaaaaaaaaaaa!!!

:-/

aaa santacruz...(detto in romano)
d'accordo che tu ti commuovi al vedere la bandiera cubana ma adesso non esagerare!
:)

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